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18 settembre 2013

#LUCANIAFUSION #IOCHEF



La Lucania per me è sempre stato un lembo ti terra nel quale transitavo quando andavo a trascorrere le vacanze estive in Clabria e mi ricordo che non avevo un bel ricordo per quel tratto montuoso di confine.. e per quella uscita che mi ha sempre inquietato: Lago Negro.
La ricerca di mettere la #Lucania in un piatto attraverso i suoi prodotti mi ha dato la possibilità di vederla in modo più solare... diciamo che avevo intrapreso la giusta strada transitando per quel lembo di terra visto con le prime luci dell'alba.

 
 
E' nata una idea #Fusion, dei noodles di semola, nonostante non siano nostrani, ci permettono di abbinarli senza troppo rimorsi alla nostra tavola. Le ricette che le 101 partecipanti produrranno saranno tutte testate e le migliori saranno protagoniste della cena di gala
 
 
#Lucaniafusion Noodles in "caponata" con anelli di seppie.
 
  • Una confezione di noodles
  • Melanzana Rossa Di Rotonda DOP
  • Zucchine piccole tenere
  • Peperone di Sarnesi
  • Pomodori Ciettaicale di Tolve
  • Seppie
  • Olio extravergine di oliva di Matera
  • Sale
 
Lavare la verdura, nettarla e tagliarla a pezzetti piccoli. Preparare la padella con uno scalogno ed un cucchiaio di olio e lasciarlo dorare. Aggiungere le verdure farle insaporire ed aggiungere i pomodori secchi tagliati a listelle fini. Quando la verdura ha assorbito l'olio e il proprio umido aggiungere del brodo vegetale salato per far procedere la cottura. Aggiungere una generosa spolverata di Peperone di Sarnesi
 
Nel frattempo mondare altre Melanzane Rosse di Rotonda e tagliarle a fette in modo da poterle friggere.
 
Pulire le seppie al loro interno cercando di non sciupare i tentacoli e tagliarle nella loro classica forma ad anello facendo attenzione a lasciare intatta la parte finale, dove sono presente le alette perché in frittura si ritirano dando origine ad un "cuore".
 
Preparare l'acqua per i noodles, portarla ad ebollizione non salata, quando bolle spengere e immergere i noodles e lasciarli 2 minuti circa a cuocere girandoli in modo molto garbato al fine non romperli ma di renderli distinti.
 
Scolare i noodles e saltarli in padella con la "caponata" per qualche minuto. Nel frattempo fate arrivare l'olio al giusto punto di fumo e friggete le seppie al naturale senza aggiunta ne di farina ne di altro.
 
 
Con questa ricetta partecipo al concorso "#Io Chef" per il quale ringrazio Teresa Demasi e Giustino Catalano per questa opportunità di conoscere le bellezze di una ns. terra, all'unione Regionale Cuochi Lucani che in occasione del XXVII Congresso Nazionale della FIC hanno dato la possibilità di conoscere la loro terra.
 
 
Ilaria Spinelli


27 aprile 2011

POCO TEMPO MOLTO GUSTO



Mi sono soffermata a pensare cosa mi stia spingendo a partecipare a molti contest, giveway, raccolte etc. che ci sono in rete...la risposta che mi sono data mi ha confortato, perchè la trovo di giusto spirito.
Non pensate che sia filosofia,  semplicemente è che il partecipare mi permette di cercare nuove ricette siano queste nei libri, nella mia testa, in qualche ritaglio di giornale... mi permette di giocare stando in certe regole e di azionare la fantasia... un po' come in questo caso ;-) 

  •  300g di fettucce n°15 Garofalo
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 filetti di alice 
  • 1 filetto di sgombro
  • pomodoro a pezzi
  • melanzana grigliata
  • mozarella di bufala
Prima di tutto mettere l'acqua sul fuoco perchè la pasta cuoce in 14 minuti ed è già un buon contaminuti.
In una padella capiente, meglio se un wok, far soffriggere uno spicchio d'aglio con olio e 2 filetti di alice. Lasciare insaporire il tutto e regolarsi con il profumo.
Quando abbiamo nell'aria un buon profumo aggiungere una ocngezione di pomodoro a pezzi e lasciarlo andare fino a quando non ha ritirato la propria acqua, valutare se sia il caso di aggiungere un goccio di acqua o meno.
Nel frattempo l'acqua per la pasta avrà iniziato a bollire, aggiungete il sale grosso e buttate la pasta.
Nel frattempo fate perdere l'acqua alla mozzarella adagiandola in un colino, prendete le melanzane grigliate e tagliatele a quadrettini ed aggiungeteli al pomodoro poco prima di finire la cottura perchè le melanzane devono solo entrare nel contesto del condimento non devono cuocersi.
Più o meno ci siamo con il tempo cottura pasta, scolarla un attimo prima che raggiunga la perfezione al dente e unitela al sugo lasciandola andare nella padella per qualche minutino giusto il tempo che si insaporisca.
Pria di servirla aggiungere la mozzarella a qubetti che con il caldo della pasta accennerà a sciogliersi.

Una precisazione: le zucchine che sono nella foto non fanno parte della ricetta, le melanzane grigliate sono quelle del banco surgelati, il pomodoro a pezzetti è rigorosamente in scatola. Mi ricordo che quando studiavo non sapevamo neanche dache parte si facessero le melanzane grigliate... figuriamoci i pelati ;-)

Con questa ricetta partecipo al contest Il PomodoRosso


26 aprile 2011

QUARESIMA MEDITERRANEA


Lo scorso venerdì, venerdi santo, era l'ultimo venerdì di quaresima e mi sono impegnata in una ricetta che fosse un attimino più appetitosa della solita frittata del venerdì (anche se fatta con le uova del Parisi ;-) ).
Ecco che nei meandri della mi testolina mi ricordai di una ricetta con le triglie...ma dove era... eccola!!! 
Ricetta semplice e gustosa.

  • 320g di maccheroni alla chitarra (personalmente ho usato MA'KAIRA pasta all'orzo chitarra abruzzese)
  • 6 filetti di triglia
  • 200g di calamaretti spillo puliti
  • 150g di pomodorini issiccati
  • 1 mazzetto di prezzemolo tritato
  • 1 cucchiaio di erba cipollina tritata
  • 2 cucchiai di farina
  • olio x friggere
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe a mulinello
Tagliate i filetti di trigila adadini  e fateli saltare in una larga padella con alcuni cucchiai d'olio per circa 2 minuti. Unite i pomodorini e continuate la cottura per altri 2 minuti.
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata in ebollizione, scolateli al dente e versateli nella padella con il pesce ed i pomodorini. Aggiungete due cucchiai di prezzemolo tritato e l'erba cipollina, pepate e fate saltare il tutto aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta ed un filo d'olio.
Lavate i calamaretti a spillo, sgocciolateli con cura, asciugateli , infarinateli e friggeteli in abbondante olio caldo. adagaiateli sulla carta assorbente da cucina affinchè perdano l'unto in eccesso. Distribuite nei piatti la pasta condita con il ragù di triglie, guarnite con i calamaretti fritti.

Una precisazione doverosa: non avendo trovato i calamaretti spillo mi sono limitata dei calamari... l'effetto scenico non è lo stesso ma le diverse consistenze si sono fatte sentire ;-) 

Con questa ricetta partecip oal contest Primo Piatto Quasi Fatto

  



22 aprile 2011

CREMA PASTICCERA AL ROSMARINO




Sono settimane di bilancio dopo eventi tristi... e tutto questo mi crea disagio...
Questa la sintesi delle ultime due settimane, il movimento non manca ma è il conforto che latita quindi ho adottato l'autarchia più autarchica e mi sono confortata da sola con la crema pasticcera al rosmarino ;-)
L'idea mi viaggiava in testa dallo scorso natale quando un mio amico mi racontò di un fantastico panettone ai frutti rossi farcito con crema pasticcera al rosmarino.
Ho messo in azione il radar e nel giro di 30sec. ho trovato che quel panettone è una creazione di De Riso, pasticcere partenopeo, quindi in un momento particolare ho deciso di provare a farla ;-)


L'idea è di De Riso e la ricetta di Montersino...

per 1,6kg di crema:
  • 800g di latte intero fresco
  • 200g di panna fresca
  • 300g di tuorli
  • 300g di zucchero
  • 35g di amido di mais
  • 35g di amido di riso
  • un bel rametto di rosmarino
Montare i tuorli con lo zucchero, quando saranno belli spumosi aggiungere l'amido di mais e l'amido di riso.
Nel frattempo in un pentolino antiaderente, metterea bollire il latte con la panna ed il bel rametto di rosmarino.
aggiunto il bollore, unite al latte la montata di uova e fate cuocere per un minuto circa mescolando con una frusta.
Far raffreddare velocemente la crema in un bagnomaria di acqua e ghiaccio, oppure in freezer, dopo averla coperta con una pellicola.

Il sapore è particolare, mia mamma ha esordite che le sembrava di assaggiare un arrosto dolce... ma ho sorvolato ;-)

Con questa ricetta partecipo al contet di Io Cosi Come Sono






15 aprile 2011

GATEU DI POMODORI CANDITI AL MIELE


...Per affrontare il tempo tiranno una sera mi sono cimenteta con questa ricetta che mi faceva l'occhiolino ogni volta che sfogliavo quel libro.
Da buona frettolosa riguardo la fotografia e mi dico: Cosa vuoi che ci voglia a fare una frittata con i pomodori! ed ancor prima di leggere gli ingredienti frugo in frigorifero reparti verdura e tiro fuori i miei bei pomodorini ciliegia e le uova... cosa mai sarebbe più servito!!!!
Ecco cosa poi mi è servito...

GATEAU DI POMODORI CANDITI AL MIELE
  • 4 uova
  • 50 cli di latte
  • 150g di farina
  • 4 pomodori ben maturi (io ho usato i ciliegini quelli avevo!!!)
  • 2 cucchiai di miele
  • 1 cucchiaio di olio di oliva
  • burro
  • sale e pepe
Preriscaldare il forno a 180°.
Sbollentare e pelare i pomodori. tagliateli in quarti e privateli dei semi. Fateli ammorbidire con il miele ed 1 cucchiaio di olio d'oliva a fuoco dolce. Salate, pepate a piacere e cuocete per 20 minuti col coperchio.
Nel fratempo mescolate in una insalatiera, le uova, la farina e il latte.
Imburrate un piatto poco profondo e versateci il composto.
Aggiungeteci i pomodori, senza il succo di cottura, e infornate per 30 minuti

Giusta precisazione anche perchè visibile: io l'ho preparata in padella e devo dire che in ogni caso ha mantenuto quell'effetto "gateau", anche se poi riproverò ad rielaborarla a semplice frittata ;-) sono testarda :-)

Con questa ricetta partecipo al contest di Assaggi di Viaggio



10 aprile 2011

SE FOSSI...

Se fossi...

Se fossi il fuoco brucerei ciò che è odio e dolore.
Se fossi una catena spezzerei quella del male e della sofferenza.
Se fossi una piuma accarezzerei soavemente le ali della vita.
Se fossi una stella illuminerei la strada a chi è solo e smarrito.
Se fossi una grotta darei rifugio all'impaurito.
Se fossi il sole illuminerei gli occhi a chi gli ha accecati dall'invidia.
Se fossi un pittore dipingerei l'ombra del peccato che distrugge il bene della vita.
Se fossi la stella cometa raggiungerei forse un giorno la mia meta.



Se fossi cibo sarei tutti i cibi... perchè sarei dito...si quel ditino indice che assaggia furtivo la marmellata di more che prepara la mamma, la crema della torta di compleanno, il gelato nella vaschetta quando si scioglie al torrido caldo estivo, la patata fritta dal vassoio di portata, in quel caso con il fido amico pollice... Sarei dito perchè quando cresci lo usi per sentire se manca qualcosa, non è più furtivo è più degustatore ;-)

PESTO DI SPINACI
Pesto buonissimo, valida alternativa al più classico pesto ;-)
Ricetta altrettanto semplice più che altro non ha dosi perchè per quelle si devono aguzzare le proprie papille gustative. quindi lavate le foglie degl ispianci, mettete nel blender due spicchi d'aglio, una cucchiaiata di ricotta, una manciata di anacardi (io preferisco quegli non slati), del formaggio a pezzi (io avevo del parmigiano ma per un sapore più sapido sarebbe meglio del pecorino sardo) e coprite il tutto con gli spinaci ed olio... e vai di giro lame. Personalmente l'ho aggiustatoanche di sale.


Con questo "se fossi..." partecipo al contest di Jul's in collaborazione con Macchine Alimentari
 

La poesia d'inizio è linkata al sito di origine, ho fatto un semplice copia ed incolla

09 aprile 2011

POLPETTE DI TACCHINO ALLA NOCE MOSCATA


Mi è sempre piaciuta quella piccola grattugina che non sapevo mai come tenerla in mano... era sempre piena di profumo stuzzicante... e quelle belle pallettine compatte che profumavano sempre il purè della domenica...
Questo è il mio ricordo dell'infanzia legato alla noce moscata, il suo è sempre stato un profumo che mi ha affascinato, l'ho sempre trovato caldo, elegante ma non troppo entrante. Ho sempre preferito la noce moscata da grattare, forse perchè c'è sempre stata una lotte tra le mie dita e la piccola grattugia dei miei ricordi! ;-)
C'è anche una parte molto interessante della noce noscata legata alle sue proprietà terapeutiche perchè ha la proprietà di agire positivamente sulla digestione, purchè usata con parsimonia, calma la nausea ed il vomito ed è un antisettico utile per combattere le infezioni intestinali. Lato negativo (come in tutte le cose) l'eccessiva quantità trasforma la noce moscata in un pesante narcotico ed oltre una certa dose può rivelarsi fatale.
Ma veniamo alla nostra ricetta dove l'uso è stato di questa spezia non porta ai rischi sopra descritti.

POLPETTE DI TACCHINO ALLANOCE MOSCATA
  • mollica di pane q.b.
  • 200g di panna da cucina
  • 600g di fesa di tacchino
  • sale q.b.
  • noce moscata in polvere q.b.
  • farina q.b.
  • burro q.b.
  • olio extravergine doliva
Ammorbidite la mollica del pane nella panna e mettetela in un frullatore con la carne a pezzetti.
Slate, aggiungete la noce moscata abbondante e frullate il tutto in modo che si amalgami bene.
Formate con il composto delle polpettine sode e infarinatele in superfice.
Fate sciogliere il burro in padella con l'olio e friggete le polpette in modo che risultino dorate e morbide.
Asciugatele nella carta da cucina e servitele calde.

Con questa ricetta partecipo al contest di VerdeCardamomo

02 aprile 2011

HO MESSO SOTTO PRESSIONE L'ARTUSI


Per preparare questa ricetta ho dovuto prima risolvere qualche lacuna... Non ho una pentola a pressione... non ho mai preso in considerazione l'Artusi e direi che tutto questo possa bastare!!!
Però a tutto c'è rimedio quindi per la prima mancanza ha provveduto santa mamma e per la seconda san google da internet :-)
Questo stracotto mi ha preso subito, in primis perchè è di vitella e mi dato la sensazione di essere più delicato e poi perchè lo stracotto lo trovo così avvolgente... anche se un attimo più adatto ad un contesto più fresco rispetto alle temperature di questi giorni ;-)

253 STRACOTTO DI VITELLA
  • 500g di carne magra di vitella
  • 50g di carne secca
  • 30g di burro (io ho usato la stessa quantità di olio)
  • 300ml di passata
  • 1/4 di una grossa cipolla
  • 1 carota piccola
  • 2 pezzi di sedano
Tagliate a pezzetti medio piccola la carne di vitella ed a piccoli dadini la carne secca. Preparate il soffritto con la cipolla, il sedano e la carota e fateci rosolare i dadini preparati in precedenza facendo attenzione nel girarli spesso altrimenti si attaccano.
Una volta fatti rosolare aggiungere un cucchiaio di farina facendo attenzione che venga completamente assorbita altrimenti si rischia di creare un fondo di "attaccaticcio" che darebbe al tutto il sugo un retrogusto amaro.
Aggiungere la passata con una piccola aggiunta di acqua, a piacere anche brodo e far iniziare a bollire, chiudere la pentola a pressione e farla andare per 15min a fuoco lento.

Con questa ricetta partecipo al contest Al Cibo Commestibile


 

31 marzo 2011

BROCCOLO VERGOGNOSO


In certe occasioni trovare il titolo giusto sembra quasi un'impresa... si ok mi potete dire: dai il titolo della ricetta e festa finita!!!
Giustissimo se non fosse che non mi prendo molto sul serio o per lo meno preferisco un qualcosa che produca un sorriso perchè così si mangia anche meglio ;-)
Veniamo al dunque, piatto ultra super semplice perchè quando il prodotto primario è di ottima qualità non mi piace caricarlo con troppi altri sapori. Questo broccolo era bello già così però era un po' poco commestibile quindi ho deciso di cuocerlo al vapore per farlo restare croccante, una volta terminata la cottura l'ho messo un attimo in acqua fredda con ghiaccio per fermare il colore.

PASTA CON BROCCOLO E PEPERONCINO
  • 200g di spaghetti
  • un broccolo
  • peperoncino dolce
  • pepe di cayenna
  • mollica di pane
  • pochissimo origano
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio extravergine di oliva
Scottare il broccolo al vapore come descritto sopra e metterlo da una parte. Far cuocere la pasta in abbondante acqua salata.
Durante gli ultimi minuti di cottura della pasta passare al mixer un po' di mollica di pane del giorno prima e renderla fine, in un'ampia padella dai bordi alti (io ho usato il wok) far andare olio, pepe di Cayenna ed uno spicchio d'aglio e far soffriggere un attimo il tutto. Aggiungere allo scoppiettio del soffritto un cucchiaino di origano ma di quello buono, un cucchiaio di peproncino dolce e qualche pezzetto di broccolo e spadellare velocemente il tutto per far insaporire e non farli prendere quel sottile velo di bruciaticcio (il filo è molto sottile ;-) ).
Velocissimamente scolare la pasta lasciandola bella bagnata e conservando un ciotolino con dell'acqua di cottura, mettere la pasta nella padella e farla andare un miutino, aggiungere acqua di cottura si dovesse asciugare troppo.

 Con questa ricetta partecipo al contest del "Il Gamberetto"




29 marzo 2011

PESTO DI PISTACCHI CON CIPS DI ZUCCHINE


Riguardando la foto mi sono resa conto che non si vedono tanto i pistacchi :-( e mi dispiace anche perchè avevano un bel verde brillante... cmq questa è la ricetta:

PESTO DI PISTACCHI CON CIPS DI ZUCCHINE
  • 80g di pistacchi di Bronte
  • 2 mazzetti di basilico
  • 1 mazzeto di menta
  • uno spicchio di aglio
  • 6 zucchine novelle
  • olio extrevergine d'oliva
Sgusciate i pistacchi sbollentati in acqua bollente per un paio di minuti, scolateli, eliminate la pelle e asciugateli con carta assorbente da cucina. Passateli  grossolanamente al mixer con lo spicchio d'aglio spellato e diviso a metà e trasferite  il composto ottenuto in una ciotola.
Pulite telicatamente le fogliedi menta e di basilico con un panno umido e frullatele pe rpochi secondi con un pizzico di sale e un filo di olio. Incorporatele con ai pistacchi r diluite la salsina con 4 cucchiai di olio.
Lavate le zucchine, asciugatele, spuntatele e tagliatele a rondelle molto sottili. Friggetele in padella con olio molto caldo, finchè diventano ben dorate e croccanti, proprio come le cips. Sgocciolate i lfritto su carta assorbente da cucina e salatelo subito.
Condite la pasta cotta al dente con il pesto preparato e cospargetela con le cips di zucchine.

con questa ricetta partecipo al contest di La Cucina di Tatina


23 marzo 2011

SPIEDINI DI SPADA E ARANCIA



Ci sono giorni che stai a scervellarti per trovare una ricettina ed altri giorni che ti alzi ispirata e di buon ora parti in direzione super per fare quella spesetta compatta ed orientata che non fa in tempo a toccare casa che è già in forno.
Più o meno la sintesi di una giornata piovosa ma produtiva ancora sotto gli effetti dei fumi di Taste 2011

Spiedini di Pesce Spada
  • 1 trancio di pesce spada
  • 1 arancia
  • 1 limone
  • 3 fette di pane
  • sale, olio, origano, curry, zenzero q.b.
Si taglia a cubeti il trancio di pesce spada e si ripone in una ciotola e si inizia a preparare la marinata spremendo 1/2 arancia ed il limone si irrorano i cubetti e si aggiunge olio, sale, curry, zenzero ed dell'origano buono. Si lascia marinare il tutto per almeno 2 ore.
Si preparano gli spiedini alternando il pesce con il pane e per ogni spiedino si aggiunge una fetta di arancia.
Si dispongono gli spiedini su una teglia in modo che restino sospesi e si ulilizza la marinata rimasta per irrorarli in modo che non secchino troppo durante la cottura. cuocere a 180° (statico) per 15/20minuti.





Con questa ricetta partecipo al Contest di Cinzia

21 marzo 2011

CARTOCCI DI TACCHINO ALLE VERDURE


Sarà che la primavera ci risveglia, sarà che il colpo di coda dell'inverno si fa ancora sentire... fatto stà che mi sento accartocciata.
Pensando proprio a questo stato di fatto e adorando in primis i piatti unici per una serie di vari mtivi tipo il risparmio di tempo e la completezza del piatto ho deciso di preparare questo piattino:

  • 600g. di fesa di tacchino in 4 fette
  • 300g di punte di asparagi
  • 100g di fagiolini
  • 8 pannocchie di mais in agrodolce
  • 2 scalogni
  • 1 arancia non trattata
  • 4 cucchiai di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di sherry
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Emulsionare in una terrina la salsa di soia con lo sherry e ponetevi a marinare, per almeno 30min, la fesa di tacchino ridotta alistarelle. Mondate e lavate i fagiolini e le punte di asparagi, quindi cuocete al dente le due verdure, separatamente, in acqua bollente salata.
Sbucciate e tritate gli scalogni e riducete a zeste la buccia dell'arancia. Spennellate con olio extravergine quatro fogli di carta da forno e disponete su ognuno le listarelle di tacchino prelevate con un cucchiaio forato dalla marinata. Mescolate il trito di scalogni con alcuni cucchiai di olio e regolate di sale. Distribuite questo ocndimento sulla carne, quindi aggiungete le verdure, le pannocchie e le zeste di arancia; mescolate delicatamente, chiudete i cartocci e cuocete in forno già caldo a 200° per 30 min.
Servite i cartocci, aperti e ben caldi, nei piatti individuali.

Saporito ma non invadende, esotico ma non troppo, caldo ma non scottante... ;-) 

Con questa ricetta partecipo al contest di Burro e Miele
  



20 marzo 2011

RISO E SORRISO




Due parole prima della ricetta le vorrei spendere dato che una mia amica è stata colpita da questa malattia e mi ricordo che prima di operarsi ha sofferto molto, sia con dolori fisici che con tanti dolori nell'anima.
L'operazione è andata bene da punto di vista medico ma le strade della vita sono tante e per una donna che ha avuto l'endometriosi è un po' più in salita.

Utilizzando le indicazioni che SunFlowers ci ha dato ho fatto questo riso...che visto lo scopo che ha l'ho ribattezzato con il sorriso ;-)
  • 5 pugni di riso basmati
  • 2 zucchine con fiore
  • un pugno di pisellini teneri
  • qualche pistillo di zafferano
  • olio, sale
Preparate una pentola per la cottura al vapore, per chi usa il cestello consiglio di rivestirlo con carta da forno dato che il riso basmati è più fine e il rischio è quello di trovarne buona quantità sul fondo della pentola, e lasciatelo cuocere fino a quando non sarà di vostro gradimento.
Tagliate le zucchine a julienne ed insieme ai piselli e allo zafferano lo unite al riso fino a quando non sarà pronto.
Nell'attesa private dell'acqua due filetti di tonno, ma di quello buono!
A cottura terminata impiattate, guarnite con i filetti di tonno, condite con un pizzico di sale ed un giro di olio.

Con questa ricetta partecipo al contest di Oggi Pane Salame e Domani...


05 marzo 2011

UN TUNNEL DI PENSIERI E VITA

Era un tunnel corto corto che non aveo mai preso in considerazione perchè non dovevo passare da quella parte.
Un giorno poi mi accorsi che una mostrillina nuova di pacca avrebbe attraversato quel tunnel... ed io mi sono fermata...a cercare di vedere in silenzio cosa potesse avere di così stupendo questo tunnel.
I miei pensieri partirono per esplorarlo, i primi ne rimasero terrorizzati, dolore, paura di non farcela, urla, lacrime... i secondi si fecero più coraggio ed andarono un pochino più avanti e trovarono che dopo tutto quel trambusto sonoro, un po rintanato da una parte stava triste ed accovacciata la responsabilità, sapeva che ben presto sarebbe toccato anche a lei lasciare quel tunnel.
I pensieri più irrequieti erano i terzi, quelli che non hanno mai pace fino a quando non riescono a trovare l'anima delle cose. Si incamminarono verso l'ultimo tratto attirati da un qualcosa che li faceva vibrare, sussultare... arrivati alla fine del tunnel si trovarono difronte lo spettacolo più bello della vita.
Era li bella rosea, florida e sorridente. Appena vide i temerari pensieri li chiese:
-Ciao vi ha mandato la mia mamma a chiamarmi? Io sono pronta...
-E tu chi sei?
-Io sono il frutto dell'amore del mio babbo e della mia mamma...
I pensieri capirono che erano al cospetto della cosa più bella al mondo...Si guardarono vogliosi di raccontare la loro scoperta e senza dire niente corsero via per il tunnel dal quale erano arrivati per rincuorare gli altri ed informare il silenzio che stava cercando di vedere...
L'amore vedendo andare via i suoi nuovi amici decise di andargli dietro.
Durante il suo passaggio raccolse la triste responsabilità, che presa dal turbinio degli eventi si consolò pensando che tutto sommato meglio così...altrimenti non si sarebbe mai decisa.
Arrivati in fondo al tunnel raccolse anche quel turbinio rumorante di dolori,urla, lacrime e le portò fin fuori con se.
Tutto taque per quell'attimo eterno... e poi è VITA


Con questo racconto partecipo al contest di Io & Nina

Dedico questa storia alle mie bambine Caterina e Beatrice

09 febbraio 2011

PEPOSO


Sigrid chiedeva una ricetta che prevedeva una cottura lenta...lenta...lenta... e tutto d'un tratto mi sono ricordata di una cottura con queste caratteristiche fatta con il pancione...situazione che mi ha fatto sorridere perchè anche i "fagioli" in pancia hanno bisogno di una cottura lenta...lenta...lenta... :-))))
Quindi arriviamo alla "ciccia" nel vero senso della parola, si perchè il peposo, si narra, lo abbia usato co tale Filippo Brunelleschi per sfamare e riscaldare gli artigiani che lavoravano all'opera di Santa Maria del Fiore.
L'invenzione però non fu sua ma dei fornacini imprunetani che usavano mettere il coccio con la carne all'imboccatura del forno in modo da farla cuocere lentamente.

PEPOSO
x 4 persone

  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 4 spicchi d'aglio
  • alcune foglie di rosmarino
  • 2 ciocche di salvia
  • 8 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 mazzetto di pepolino e maggiorana
  • 800g di muscolo di vitellone
  • vino rosso chianti
  • abbondante pepe nero in chicchi
  • scorza di limone
  • brodo di carne
Tritare finemente la cipolla, la carota, la costola del sedano, gli spicchi d'aglio, la scorzetta di limone, le foglioline di rosmarino e la salvia.
Mettere il tutto in un tegame con l'olio ed un mazzetto ben legato composto dal pepolino e maggiorana.
Far cuocere il tutto a tegame coperto girando spesso in modo che la stufatura avvenga in modo uniforme. Non superate però la mezz'ora altrimenti cambia colore :-)
Togliete il coperchio e fate andare il tutto per un altra mezz'ora in modo che il soffritto si restringa e si imbiondisca. Adesso siamo pronti per adagiarci la carne che non deve assolutamente toccare il fondo del tegame.
Lasciare cuocere per circa 30 minuti a tegame coperto in modo da far sudare la carne dopo di che scoprilo, alza la fiamma, irrora con il vino e far ritirare l'umido girandolo spesso senza farlo incroccantire.
Io dopo aver preparato la base l'ho lasciato cuocere circa 12 ore sulla classica stufa a legna...girato con il mestolo di legno...nel coccio e l'ho irrorato durante queste ore con del brodo affinche non si trasformasse in arrosto :-))))

Con questa ricetta partecipo al giveway del cavoletto per una cercare di rifarlo in una "Le Cruset" rossa fuoco


01 dicembre 2010

BI-BLOGGER E SCHIAFFONI AL RAGU' BIANCO DI CAPPONE


Genny di "alcibocommestibile"  ha proposto un contest veramente interessante, dal titolo "Aggiungi un blogger a tavola... il contest di Natale in collaborazione con KitchenAid".


In nome della passione che accomuna i gastrofanatici che hanno un blog la Genny ci propone di pubblicare in simultanea una ricetta comune a due foodbloggers, e magari preparata assieme.

Noi siamo Corrado e Ilaria.

Chi siamo, come siamo? L'uno si definisce "manager per bisogno, cuoco per passione", l'altra "Femminuccia che ha perso il conto dei propri anni ai 29". L'uno vicino alla pensione, l'altra con la meta' degli anni. L'uno e l'altra hanno un/una coniuge paziente, ma sarebbe meglio dire rassegnato, ormai abituato a far da cavia e a sentirsi poi sempre chiedere "Com'ииии?

L'uno tanto concentrato nel lavoro quanto distratto al di fuori (non e' la prima volta che lascia la carta di credito al negoziante, saluta e se ne va, salvo essere poi rincorso per la restituzione), l'altra che lavora nel settore "legge e sicurezza" (ma che vorra' dire?).

L'uno senza figli, l'altra con due adorabili bambine, l'ultima che non ha ancora un anno e ride a chiunque la guardi.

L'uno e l'altra, insomma, con pochissimo in comune. Salvo, naturalmente, la passione per la cucina. E cosi' eccoci qua.

Pensa, discuti, ripensa, partecipiamo a questo contest con un primo che richiama proprio il Natale: Schiaffoni (come dire paccheri) al ragu' bianco di cappone. Bianco perche' senza pomodori. Il pomodoro da' colore, ma col suo sapore sovrasta tutti gli altri sapori mentre noi volevamo tanta capponita', in purezza.

Il cappone in molte regioni e' un classico natalizio, ma di solito bollito o in forno. Noi lo abbiamo pensato come co-protagonista di un primo.

Gia' trovare un cappone in Novembre e' stato un colpo di fortuna, perche' gli allevatori li ammazzano e li vendono tutti insieme, vicino a Natale. Comunque: missione compiuta, cappone acquisito! Poi la guarnizione, che doveva rafforzare il concetto natalizio. E su questo non abbiamo trovato di meglio che accostarci una foglia di agrifoglio e come bacche dei chicchi di melagrana, anche questi tipici del periodo.

Per la realizzazione del piatto per prima cosa abbiamo cacciato fuori dalla cucina i coniugi, poi ci siamo dati da fare.

E per fare gli strafighi abbiamo cotto gli schiaffoni in maniera atipica, il che vuol dire: 1) - Cuocerli nel brodo di cappone; e: 2) - Usare il sistema "piedi al caldo".

Significa far bollire il liquido di cottura, spegnere e buttarci dentro la pasta. Aspettare che la pasta, stando "coi piedi al caldo", si cuocia senza bollire. La situazione era buffa: "Che dici, saranno cotti?", "No, e' presto, aspettiamo". "Che faccio, provo?" "E prova...". Con questo metodo abbiamo infilzato non pochi paccheri, meno male che ne avevamo messi in abbondanza....

Cuocendo la pasta nel brodo di cappone e saltandola poi in un ragu' di cappone il risultato era pieno di capponita'. Buonissimo. Ci siamo guardati e ci siamo detti "Siamo forti...".



Ingredienti per 2 persone

200 gr di schiaffoni di Gragnano
Un capponcello di 4-5 Kg (non tutto per la ricetta, ovvio)
2 Carotone
2 Cipolle bianche, o dorate
1 Gambo di sedano
Olio evo
Preparazione

Smezzare il cappone (pardon, un capponcello) e metterne una meta' in acqua fredda. Far cuocere a fuoco basso per un paio d'ore, insieme ai soliti cipolla, carota, sedano. La cottura, il cui scopo era ottenere il brodo era stata fatta il giorno prima. Il cappone cosi' lessato ce lo siamo poi mangiato il giorno dopo...

Scolare e filtrare il brodo. Prendere l'atra meta' del cappone, armarsi di coltellini affilati e di pazienza e disossare una coscia e meta' del petto. Tritare la carne a coltello.

In una casseruola mettere 5-6 cucchiai di olio evo, un trito di cipolla bianca, sedano e carota e far soffriggere per meta'. Aggiungere la carne tritata e mescolando spesso far andare a fuoco medio per 5 minuti.

Verso la fine aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e una presa di sale. Quando il vino e' evaporato togliere la carne, sgocciolarla, e con la mezzaluna sminuzzarla il piu' possibile. Rimettere la carne tritata in casseruola e a fuoco medio far andare per 20 minuti, aggiungendo via via che si secca del brodo di cappone. Ce ne vorra' un mestolo, massimo due. Verso la fine assaggiare e regolare di sale.

Il ragu' NON deve assolutamente risultare secco, ma invece deve essere bello fluido. Tanto il brodo non manca....

Quando gli schiaffoni (quelli rimasti dopo gli assaggi, LOL!) sono cotti farli saltare in padella insieme al ragu' di cappone.

Guarnire con agrifoglio e chicchi di melagrana e passare alle foto (cavalletti, luci, prova e riprova... sapete com'e').


All'assaggio gli schiaffoni, vuoi per il metodo di cottura in brodo, vuoi per il ragu' di cappone sono risultati una vera golosita': erano pieni di capponita'...


Dopo le foto ce li siamo mangiati, li', in piedi, guardandoci e ridendo. Ne erano avanzati un po' e l'uno (o l'altra, non importa chi) se li e' portati anche via.

Se non si fosse capito stiamo partecipando al contest di Genny



E' una ricetta sorprendentemente saporita, adattissima per il pranzo di Natale, prendete nota!

18 settembre 2010

CATA GIVEAWAY




Questa sera sono a girellare per la rete tra nuove cose da scoprire e scoperte già fatte.
Passo dal blog di Cata e trovo questo carinissimo Giveaway ... il premo in palio è carinissimo ed anche quello che è richiesto... mi ha fatto pensare a tutte le mattine che corro tra colazione, vestire la Caterina, pettinarla e trovare quel momento per truccarmi sempre in modo diverso in base a com mi sento ;-)
Adesso non mi resta che incrociare le dita e sperare che san c@lo mi aiuti.

25 giugno 2010

GIRA...GIRELLA...

Che vergogna!!! Si cioè il mio primo post di "pseudo" cucina, o meglio la mia prima partecipazione ad un concorso, per giunta il concso della mia "Guru"... guarda QUI
La mia ricetta di rifimento sono le "Girelle con 'Nduja" che mi ha sempre affascinato... sarà che la mia parte meridionale ritrova i gusti delle estati trascorse al sole calabrese o semplicemente perchè la sua forma rotonda si addice al mio giro vita post gravidanza ;-) ma comunque andiamo avanti...


 Ecco questo è quello che ho prodotto incrociando diveirsi fattori: rimanenze di frigorifero, ricetta fingerfood e rapidità d'esecuzione fattore importante in questo periodo.
Quindi ho preso un bel rotolo di pasta brisè... poi ho preso due belle pere Williams e le ho fatte a fettine, nel frattempo ho fatto sciogliere 20g di burro in un ampia padella antiaderente e poi le ho sistemate ben bene all'interno e le ho glassate con due cucchiai di miele d'acacia.
Però mi mancava un tocco saporito quindi ho preso il classico pezzetto di gorgonzola piccante confezionato e l'ho tagliato a fettine sottili (per quanto possibile).
Ho assemblato il tutto reando sulla pasta brisè un letto di pere glassate e poi cosparse di gorgonzola, la parte più complicata è stata arrotolare la pasta, infatti come si vede sembra più uno Strudel :-( .
Vorrei aggiungere giusto due osservazioni: le fette di pere è bene non farle fine altrimenti nel glassarle si spezzano, le stesse vanno adagiate sulla pasta quando sono già raffreddate in questo modo si evita di squacquerare la pasta... e questa benedetta pasta è meglio tenerla bella fredda così si riesce ad arrotolare.