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09 settembre 2013

PETTO DI #POLLO CON #INSALATA AL MELONE


 

Il #pollo è la cosa più inflazionata nelle case dove siano presenti dei bambini/bambini cresciuti. Cruccio per molti, almeno per me molto cruccio la sua cottura. Si è una carne versatile ma è anche vero che come più una cosa sia versatile più la facciamo sempre nello stesso modo.

PETTO DI #POLLO CON #INSALATA AL MELONE
  • 500g di petto di #pollo
  • 400g di polpa di melone
  • 200g di polpa di avocado
  • 60g di crescione o altra #insalata
  • 20g di olive verdi denocciolate
  • 10g di capperi sotto sale
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe (facoltativo)
Spennellare con mezzo cucchiaio d'olio il petto di #pollo, sistemarlo in una teglia foderata con un foglio di carta da forno e infornare a 180°C per circa 15 minuti, o sino a quando sarà cotto. Salatelo leggermente a fine cottura.

Dissalate i capperi sciacquandoli sotto l'acqua corrente, poi strizzateli e asciugateli. Tritateli grossolanamente insieme con le olive. Raccogliete il trito in una tazzina, unite il succo di limone e 2 cucchiai d'olio, condite con una presa di sale e mescolate per emulsionare gli ingredienti.

Tagliate a dadi la polpa del melone e dell'avocado. Lavate il crescione (o valeriana o altra insalata simile), asciugatelo e mescolatelo in una terrina con i dadini di frutta. distribuite il mix nei piatti singoli e adagiate sopra il petto di pollo affettato. Condite con la salsa preparata e servite. Potete pepare la carne a piacere.

Ilaria Spinelli

12 ottobre 2012

TONNO DI CONIGLIO DI LUCA CAI




In questo post, che non è altro che il precedente, ho scritto che avevo riprovato a casa a rifare il Tonno di coniglio che Luca Cai aveva presentato nella sua performance al WineTown.

Luca Cai nasce come trippaio on the street, prima al Galluzzo e poi in P.za del Porcellino, da li a poco decise di trasformate il magazzino, rimessa, della sua ape, in un ristorante particolare. La partivcolarità non stà nel prodotto ma nello sdoganare il lampredotto, trippa e quinto quarto o frattaglie in gene, in piatti delicati, innovativi (almeno se pensiamo alla loro materia prima!!!) trasformandoli in polpette, ripieno di ravioli ed utilizzando tipi di cotture diverse da quella utilizzata canonicamente.

Ed eccomi qui a riportare il mio primo esperimento di ricetta non scritta.
Nella splendida caccavella sopra fotografata (tutte le foto sono fatte con il cell. e modificate con il programma Istagram) sono andata a cercarla nei meandri di cucina dimenticata di mia madre perchè sentivo che stavo per fare qualcosa di diverso...

Ho preparato un classico brodo con cipolla chiodata, sedano, carotae prezzemolo, per la quantità di acqua da usare sono partita con circa 4l per 1/2 coniglio e due cosce.
Ho lasciato cuocere il tutto a fuoco basso senza furia fino a quando la carne lo richeideva.


Ho lassciato intiepidire la carne nel brodo e quando la temperetaura lo permetteva ho iniziato a disossarlo con attenzione ricavando dei filamenti più o meno compatti.
Finita questa operazione ho preparato l'aglio tagliandolo afettine, ho lavato qualche foglia di alloro e mi sono messa accanto il barattolino del pepe ingrani.

Ho creato degli strati all'interno di un barattolo, con chiusura ermetica, alternando la carne con pepe in grani lamelle d'aglio e alloro, ho proseguito fino aquando ho avuto carne a disposizione, finita la quale ho irrorato tutto con dell'olio extravergine d'oliva. Ho chiuso ermeticamente il tappo e l'ho lasciato insaporire per 24 ore.

Personalmente consiglio di lasciarlo un po' di più in modo da far insaporire bene la carne che comunque quando viene usata deve essere salata e cosa importantissima pepata di fresco.

Ho usato questa preparazione con del pane ai 5 cereali tostato e con dell'insalata mista... decisamente ottima, è un modo differente di vedere un tipo di carne che, nei ristoranti viene poco usata ed in casa viene propinata sempre nello stesso modo.

Direi che lo chef di questo post incarni perfettamente la tipicità fiorentina, di quella FIRENZE definita da Marchionne "piccola e povera città". Non voglio fare nessuna critica a chi paragona il nostro paese all'America, cioè paragona una città culla della cultura ad un continente così giovane che ha sfruttato quello che nel vecchio continente era già stato elaborato per partire... certo pensare che proprio oggi 12/10 di 520 anni fa Colombo scoprì casualmente l'America mi fa veramente sorridere :-)

Food in Progress

09 aprile 2011

POLPETTE DI TACCHINO ALLA NOCE MOSCATA


Mi è sempre piaciuta quella piccola grattugina che non sapevo mai come tenerla in mano... era sempre piena di profumo stuzzicante... e quelle belle pallettine compatte che profumavano sempre il purè della domenica...
Questo è il mio ricordo dell'infanzia legato alla noce moscata, il suo è sempre stato un profumo che mi ha affascinato, l'ho sempre trovato caldo, elegante ma non troppo entrante. Ho sempre preferito la noce moscata da grattare, forse perchè c'è sempre stata una lotte tra le mie dita e la piccola grattugia dei miei ricordi! ;-)
C'è anche una parte molto interessante della noce noscata legata alle sue proprietà terapeutiche perchè ha la proprietà di agire positivamente sulla digestione, purchè usata con parsimonia, calma la nausea ed il vomito ed è un antisettico utile per combattere le infezioni intestinali. Lato negativo (come in tutte le cose) l'eccessiva quantità trasforma la noce moscata in un pesante narcotico ed oltre una certa dose può rivelarsi fatale.
Ma veniamo alla nostra ricetta dove l'uso è stato di questa spezia non porta ai rischi sopra descritti.

POLPETTE DI TACCHINO ALLANOCE MOSCATA
  • mollica di pane q.b.
  • 200g di panna da cucina
  • 600g di fesa di tacchino
  • sale q.b.
  • noce moscata in polvere q.b.
  • farina q.b.
  • burro q.b.
  • olio extravergine doliva
Ammorbidite la mollica del pane nella panna e mettetela in un frullatore con la carne a pezzetti.
Slate, aggiungete la noce moscata abbondante e frullate il tutto in modo che si amalgami bene.
Formate con il composto delle polpettine sode e infarinatele in superfice.
Fate sciogliere il burro in padella con l'olio e friggete le polpette in modo che risultino dorate e morbide.
Asciugatele nella carta da cucina e servitele calde.

Con questa ricetta partecipo al contest di VerdeCardamomo

21 marzo 2011

CARTOCCI DI TACCHINO ALLE VERDURE


Sarà che la primavera ci risveglia, sarà che il colpo di coda dell'inverno si fa ancora sentire... fatto stà che mi sento accartocciata.
Pensando proprio a questo stato di fatto e adorando in primis i piatti unici per una serie di vari mtivi tipo il risparmio di tempo e la completezza del piatto ho deciso di preparare questo piattino:

  • 600g. di fesa di tacchino in 4 fette
  • 300g di punte di asparagi
  • 100g di fagiolini
  • 8 pannocchie di mais in agrodolce
  • 2 scalogni
  • 1 arancia non trattata
  • 4 cucchiai di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di sherry
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Emulsionare in una terrina la salsa di soia con lo sherry e ponetevi a marinare, per almeno 30min, la fesa di tacchino ridotta alistarelle. Mondate e lavate i fagiolini e le punte di asparagi, quindi cuocete al dente le due verdure, separatamente, in acqua bollente salata.
Sbucciate e tritate gli scalogni e riducete a zeste la buccia dell'arancia. Spennellate con olio extravergine quatro fogli di carta da forno e disponete su ognuno le listarelle di tacchino prelevate con un cucchiaio forato dalla marinata. Mescolate il trito di scalogni con alcuni cucchiai di olio e regolate di sale. Distribuite questo ocndimento sulla carne, quindi aggiungete le verdure, le pannocchie e le zeste di arancia; mescolate delicatamente, chiudete i cartocci e cuocete in forno già caldo a 200° per 30 min.
Servite i cartocci, aperti e ben caldi, nei piatti individuali.

Saporito ma non invadende, esotico ma non troppo, caldo ma non scottante... ;-) 

Con questa ricetta partecipo al contest di Burro e Miele